Giornate intense, piene di significato, di ricordi e di voglia di fare quelle organizzate dagli scout cittadini a Rovereto sabato 20 e domenica 21 febbraio.
La ricorrenza della Giornata del Pensiero è stata vissuta da tutti nel modo più pieno e vero.
Sabato, durante una commovente cerimonia, tutta la città ha reso omaggio ad una figura di spicco nel panorama scoutistico femminile italiano e internazionale: le spoglie mortali di Antonietta Giacomelli (1857-1949), colei che diede impulso e forma allo scoutismo femminile degli albori, è stata traslata nel “Famedio Comunale”, che ospita i resti dei concittadini che hanno contribuito a fare della nostra comunità “un posto migliore” in cui vivere.
Erano presenti le rappresentanze delle associazioni d'arma, della Croce Rossa, le Autorità cittadine, oltre naturalmente agli Scout di CNGEI e AGESCI che, assieme al direttore della Biblioteca Civica e membro dell'Accademia degli Agiati Gianmario Baldi, sono stati i promotori dell'iniziativa.
Lupette, esploratrici e guide delle due associazioni hanno fatto da picchetto d'onore e trasportato la cassetta funebre, decorata dal simbolo dell'Unione delle Giovinette Volontarie Italiane, alla sua definitiva dimora.
Il ricordo di Antonietta Giacomelli è proseguito poi presso l'aula magna del Palazzo dell'Istruzione, sede dell'Università di Scienze Cognitive ed Ex Liceo Rosmini, dove il gruppo vocale Ginguruburu ha intrattenuto un folto pubblico con canti soul, jazz e musica popolare.
Un simpatico fuori programma ha riportato poi sul palco alcuni membri del “Coro GEI”, attivo negli anni '50 che, anche con l'aiuto delle più giovani voci, si sono esibiti in una canzone del loro repertorio.
Subito dopo il gradevole concerto ha finalmente preso il via l'attesa tavola rotonda: “Pianta il seme del cambiamento: il fiorire di un’educazione che porta al buon cittadino” dal tema ispiratore del centenario del Guidismo 2010 su come lo scautismo femminile abbia seminato “opportunità, occasioni di formazione ed esperienza di giovani donne, per crescere e per diventare leader consapevoli e responsabili, capaci di scelte importanti”, partendo dalla testimonianza della vita di Antonietta Giacomelli.
Erano presenti: Riccardo BRESSAN, che portava i saluti del Capo Scout CNGEI, Barbara CALVI, presidente della Federazione Italiana dello Scautismo, Mario SICA, Ambasciatore d’Italia e storico dello scautismo, Federica FRATTINI, formatrice, già resp. regionale AGESCI Lombardia, Paola DALTOSO, docente della Facoltà di pedagogia di Verona, Donata LOSS, insegnante, educatrice e consigliera comunale, Gian Mario BALDI, direttore della Biblioteca Civica di Rovereto, Monia MARCACCI, Comm. Internazionale Femminile CNGEI, Guido CORDA, Cons. Naz. CNGEI e membro dell’Ordine Scout S.Giorgio. A moderare l'incontro Cecilia NICCOLINI, delegato vescovile per i laici, già dirigente scolastico.
In sala erano presenti – graditi ospiti – tra gli altri, Federico Lunardi, Franz Adami e signora, Lucia Mondini Corda, Claudia Viezzoli, Davide Merlino, Luciano Riccoldo, Marco Girotto, Luisa Pedrini, Karin Girotto, Diego Maniacco. E ancora: il sindaco Guglielmo Valduga, Giuliano Vaccari assessore agli affari generali, che ha seguito dal punto di vista organizzativo l'evento per il Comune e a cui non può che andare il grazie di tutti gli Scout di Rovereto, Michela Stoffella assessore ai giovani, Gianpaolo Stiz, assessore ai lavoro pubblici, Fabrizio Rasera presidente del Consiglio Comunale.
Delle presenze istituzionali importanti per lo scoutismo locale, a testimoniare l'attenzione con cui l'amministrazione comunale guarda ai giovani e alle associazioni giovanili.
La discussione, partita dalla figura di educatrice – ancora attualissima perché in anticipo sui tempi – della Giacomelli, dalla sua determinazione nel dare un'opportunità di crescita morale e civile alle giovani donne di inizio secolo, è passata poi ai temi dello scoutismo femminile di oggi, alla sua valenza educativa, alla sua capacità di modificare la società “attraverso le ragazze di tutto il mondo”, ai grandi temi proposti da WAGGGS a tutti gli scout del mondo per il centenario del guidismo e dello scoutismo femminile.
Al termine a tutti i relatori sono stati donati: il breve compendio su Antonietta Giacomelli – edito dall'Accademia degli Agiati – e una stampa della Città.
Durante il buffet la discussione è proseguita in modo informale e amichevole, mentre progetti per il futuro, “perché il seme gettato oggi non resti sterile”, venivamo discussi con passione.
Domenica, il Grande Gioco.
Ma delle celebrazioni scout senza i ragazzi... non sono scout! E così domenica tutti in città per un Grande Gioco.
Durante il cerchio d'apertura ai Giardini Perlasca, dopo l'alza bandiera, Monia Marcacci e Karin Girotto hanno “lanciato” le attività del Centenario WAGGGS a capi e ragazzi, ricordando a tutti l'importanza degli “obiettivi del millennio” su cui ci siamo impegnati: sradicare la fame e la povertà estrema nel mondo.
Poi quattrocento scout in uniforme, mescolati i “verdi” con gli “azzurri”, hanno dato la caccia alle tracce della “Nonna” – la cara Antonietta era sparita, forse rapita dai cattivi – per le via di Rovereto.
Oltre ai due gruppi locali del CNGEI e a quello dell'AGESCI, hanno partecipato al Grande Gioco i gruppi AGESCI di Mori e di Ala, e una rappresentanza di Vecchi Lupi della Sezione di Calceranica al Lago del CNGEI.
A dare manforte all'organizzazione, con i Senior del Clan 21 del CNGEI, erano “sul campo” anche le due comunità MASCI di Mori. In questo modo è stato possibile “invadere” pacificamente la città – con le dodici basi di gioco erano presenti anche quattro punti di ristoro per i nostri giovani “cacciatori di indizi” – e il centro urbano è stato gentilmente “conquistato” dagli scout tra gli sguardi curiosi e divertiti della gente che si a volte è intrattenuta con gli Adulti delle tre associazioni presenti chiedendo notizie e informazioni.
Nel pomeriggio le “indagini” sulla scomparsa della Nonna fornivano le prime “tessere” del puzzle investigativo... che messe assieme hanno poi formato un grande trifoglio giallo in campo azzurro, il simbolo dello scoutismo femminile e del guidismo. Ecco dov'era finita l'Antonietta!
Al termine della giornata, ricomposto il “puzzle”, i ragazzi mettevano i loro “pensieri” in una “capsula del tempo”, una cassettina d'acciaio che, sigillata, è stata sepolta tra le radici di una betulla, piantata nella stessa occasione in ricordo della Giacomelli nel parco, a fianco della quale è stata posta una piccola targa con la dedica.
L'ammaina bandiera ha chiuso la giornata in perfetto stile scout. Una giornata di gioco e di condivisione, ma anche una giornata in cui ci siamo “presi un impegno” nei confronti del mondo, quegli obiettivi del millennio che WAGGGS ha proposto che che liberamente abbiamo scelto di condividere.
Un impegno che poi è lo stesso di sempre, quello che, in punto di morte, ci affidò B.-P.: lasciare il mondo un po' migliore di come l'abbiamo trovato...